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Storia della Cina
Storia della Cina - Nascita dell'impero PDF Stampa E-mail

Nascita dell’impero.

A partire dalla prima metà del VIII secolo a.C, il sovrano Zhou cominciò a perdere potere politico non riuscendo più a trattenere i vari signori feudali, mentre quelli si sfidavano tra di loro, per annettersi nuove terre. A partire dal 453, si apre l’epoca degli Stati Combattenti, epoca di lotte tra i vari stati che assunsero l’aspetto di guerre totali. Gruppi di potere emergono velocemente e tra gli stati più forti si impone quello di Qin. Il suo re, Yingzheng, conquistò i vari stati feudali e unificò l’Impero nel 221 a.C, con il nome di Qin Shihuangdi
Il re di Qin si proclamò imperatore, esautorò l’aristocrazia tradizionale, costringendola a trasferirsi nella capitale. Unificò i pesi e le misure, il sistema monetario, la scrittura e una serie di fortificazioni nel nord della Cina costruite dai vari signori feudali a difesa dai popoli nomadi del nord, costituendo così la Grande Muraglia. Per impedire che i suoi detrattori si avvalessero dei testi confuciani per ristabilire la legalità zhou, uccise molti intellettuali della scuola e proibì la lettura dei testi classici. Morto nel 210, Qin Shihuangdi lasciò l’impero al figlio e poi al nipote, che sarebbe a breve stato colpito da una congiura di palazzo. La grande crudeltà del primo sovrano Qin spiega le rivolte di quest’epoca, che vide il sorgere della figura di Liu Bang, rivoltoso e bandito che conquistò la capitale e si proclamò imperatore della Dinastia Han.

Liu Bang abrogò le leggi dispotiche del sovrano precedente e distribuì cariche e terre ai suoi compagni d’armi. Presto si fecero sentire spinte separatistiche nelle terre assegnate dall’imperatore. Sotto Wudi (140 – 87 a.C.) le cose cambiarono; furono condotte due campagne vittoriose contro i Xiongnu, popolo nomade di stirpe altaica affine agli Unni, e si passò a riforme statali che miravano a un maggiore accentramento del potere. Nel 138 e nel 119 il ministro Zhang Qian aveva compiuto due viaggi nell’Asia Centrale per ottenere l’alleanza con un popolo di stirpe iraniana conosciuto come Yuezhi. Essi rifiutarono gli accordi, ma l’impero scoprì un nuovo interesse per i lontani territori dell’Asia Centrale. L’impero, infatti, finì con l’imporre un protettorato militare sulle città delle oasi del Tarim Basin aprendo la Via della Seta.
L’ultima parte della dinastia fu caratterizzata dal decadimento dell’autorità imperiale, in conseguenza delle lotte di palazzo tra gli eunuchi e la famiglia delle imperatrici. Prosperavano inoltre a livello popolare numerose sètte di ispirazione religiosa taoista che si battevano contro la corruzione dilagante dei funzionari. Particolarmente importante fu la rivolta organizzata dalla scuola dei Turbanti Gialli. Infine la dinastia sopravvisse esautorata sino al 220 d.C

Periodo degli Stati Combattenti  476 – 221 a.C.
Dinastia Qin  221 – 207 a.C.
Dinastia Han  202 a.C. – 220 d.C.
 

 

 
Storia della Cina - La Cina arcaica PDF Stampa E-mail

La dinastia Shang e Zhou

Il potere in epoca arcaica (dinastia reale Shang) era nelle mani del sovrano (Wang) il quale era la massima autorità civile, politica, militare e religiosa e gli derivava dal fatto di essere il capo del suo clan e del suo lignaggio.

Il clan dominante – che in epoca Shang si chiamava Zi – deteneva il potere perché si riteneva discendente del mondo ultraterreno ed esercitava un controllo assoluto sui rituali di contatto col mondo dei defunti e degli spiriti. La religione shang era sciamanistica e il re era, infine, il capo degli sciamani. La suprema divinità, Shangdi, era il dominatore dell’universo, che esercitava il suo potere su ogni manifestazione dell’esistente ed essenziale era ritenuto entrare correttamente in contatto con il mondo ultraterreno; i metodi di comunicazione con l’altro mondo più usati erano la scapulimanzia, i rituali di libagione e sfrenate danze che permettevano l’entrata nella trance. Usuali erano i sacrifici umani.

La dinastia  Zhou rovesciò questa concezione: il dio che imposero, Tian, il Cielo, era una divinità impersonale che viveva un’esistenza alquanto separata da quella dell’uomo. Il potere non era più legittimato dai legami di sangue e di discendenza col mondo spirituale e si affacciò il concetto di tianming, cioè di “mandato celeste”;in pratica si ammetteva un principio del tutto innovativo, secondo il quale il Cielo, potesse ritirare il suo appoggio alla casa reale cui aveva donato la facoltà di dominio e conferirlo invece a una dinastia che ritenesse più virtuosa e degna.
La struttura era feudale, cioè il sovrano investiva del potere e di terre dei nobili che legava a sé con matrimoni combinati. I confini dei regni non erano stabili e il sovrano aveva un carattere itinerante, cioè viaggiava periodicamente lungo tutti i suoi territori.

 
Storia della Cina - Periodo dei Tre Regni e delle Sei Dinastie PDF Stampa E-mail

Il successivo periodo vide il formarsi di tre unità statali, Wei, Wu e Shu, in lotta tra di loro, sino a che la Cina non venne riunificata seppur brevemente nella dinastia dei Jin Occidentali nel 280; la dinastia durò assai poco, dilaniata dalle lotte intestine e dall’afflusso di barbari, mercenari dell’esercito imperiale, in prevalenza di stirpe turca. Nella Cina del nord sorsero ben 16 regni, mentre quattro etnie barbare si contendevano le terre: Xianbei e Jie (mongoli), Qiang e Di (tibetani).

Nel 317, col grande afflusso di profughi, vide l’istaurarsi nel sud di una dinastia che avrebbe continuato quella Jin: lo stato dei Jin Orientali, con sede a Nanchino.

Le lotte tra fazioni di corte posero fine alla breve vita dei Jin, alla quale seguirono quella dei Liu Song nel 420, dei Qi (479 – 501), dei Liang (502 – 577) e dei Chen (577 - )

Nel nord si era installata la tribù turca dei Tuoba, che nel 336 avevano fondato lo stato di Wei e nel 399 il re Tuoba Gui si proclamò imperatore, lanciando una serie di campagne per la conquista del nord cinese. La dinastia volle superare le differenze tra barbari e cinesi e si sinizzò completamente, abbandonando per sempre l’uso della lingua turca e  adottando il buddismo come religione di stato; ciò causò la rivolta di quei Tuoba gelosi delle proprie tradizioni che divisero l’impero in regno degli Wei Orientali e degli Wei Occidentali; la casa reale perse gradualmente il suo potere causando l’ascesa di due nuove famiglie reali che fondarono poi le dinastie dei Qi settentrionali e dei Zhou Settentrionali che nel 577 unificarono la Cina del Nord.


Periodo dei Tre Regni (Shu, Wei, Wu) e delle Sei Dinastie (Jin, Jin Orientali, Liu Song, Qi Meridionali, Liang, Chen)  221 – 581 d.C. 

 
Storia della Cina - Le dinastie Sui e Tang PDF Stampa E-mail

Storia della Cina - Le dinastie Sui e Tang 

Erano già state poste le premesse per la successiva riunificazione dell’Impero, raggiunta da Yang Jian (Wendi, dinastia Sui) nel 581 e terminata dal figlio Yang Guang, che riedificò la capitale del sud e strinse alleanza con la chiesa buddista locale. Tra le sue opere, ricordiamo la costruzione del Canale Imperiale, lungo almeno 2500 km.

Li Yuan, un generale d stanza nello Shaanxi, erede di una nobile famiglia del nord di origine barbara, si premurò di sedare le rivolte concomitanti alla crisi dei Sui e si proclamò Imperatore della dinastia Tang, per poi abdicare in favore del figlio Li Shimin (Taizong), considerato uno dei più grandi imperatori della Cina; egli, approfittando delle rivolte dei popoli sottoposti al controllo turco, ne invase i territori, facendosi proclamare nel 630 Khan Celeste. Stabilì un protettorato sui piccolo regni del Bacino del Tarim, riportando in auge la Via della Seta; furono stretti rapporti col regno tibetano, e vennero mandati ambasciatori nella capitale Tang dai Kirgizi, dai Persiani dal Re di Siria, nel 643 e dall’Imperatore bizantino Costante II.


La politica di Gaozong, suo figlio (al governo dal 649) non cambiò molto la conduzione della politica internazionale cinese; nel 655, caduta in disgrazia l’Imperatrice Wang, divenne moglie ufficiale Wu Zhao (Wu Zetian), figlia di un generale di origine barbara. Nel 660 Gaozong fu colto da paralisi e Wu poté in un primo momento esercitare indirettamente il potere e poi, dopo la morte del marito e un periodo di coreggenza con due dei loro figli, promuovendo il buddismo e proponendosi come possibile reincarnazione del Budda, nel 690 si proclamò Imperatore della dinastia Zhou, con capitale Luoyang. Fu grazie all’Imperatrice che venne dato un significativo impulso al sistema degli esami di Stato, principalmente per colpire le famiglie aristocratiche a lei ostili, permettendo l’ascesa di nuovi gruppi sociali; gli esami, istituiti sotto gli Han, permettevano agli studiosi confuciani di accedere come funzionari alla vita politica, ma solo sotto l’Imperatrice Wu questi venne in pratica soppiantato il parallelo sistema di reclutamento per legame di sangue. L’influenza della famiglia Wu e nel 705 la sovrana venne costretta ad abdicare per una congiura di palazzo. Con la restaurazione dei Tang, si ripresentarono le medesime condizioni che avevano portato al declino degli Han: corruzione a tutti i livelli amministrativi e vita di corte dominata dagli opposti gruppi degli eunuchi e delle concubine imperiali

Sotto Xuanzong, la corte fu dominata dai Grandi Consiglieri, uno dei quali agiva come primo ministro e la burocrazia fu riorganizzata capillarmente e riunificata. A partire dal 720 la situazione cambiò radicalmente con l’ascesa del generale mongolo An Lushan, favorito della corte che scatenò una grande ribellione tra i militari. Le forze di An Lushan furono divise a causa dell’uccisione di quest’ultimo e con l’appoggio degli Uiguri (popolo turco) le truppe ribelli poterono essere domate. Quest’epoca vide la decadenza dell’aristocrazia del nord di origine barbarica e l’ascesa delle fertili regioni del sud. Questa contrapposizione nord-sud trova manifestazione nelle odierne dinamiche di rivalità nella Cina Popolare.

Tuttavia il 75% delle terre era nelle mani dei governatori militari che più imperatori cercarono in vano di esautorare. Inoltre la corte era sempre più dominata dagli eunuchi e dalle lotte tra eunuchi e funzionari statali. A causa delle carestie e dell’accentramento delle terre permesso dalle riforme governative, scoppiarono numerose rivolte, tra cui quella di Huang Chao, mercante di sale del sud, che occupò Canton e massacrò cristiani e mussulmani locali. Zhu Wen, ribelle passato dalla parte dell’Impero, fece uccidere gli eunuchi e l’imperatore Zhaozong, l’ultimo sovrano della dinastia, proclamandosi sovrano dei Liang Posteriori nel 907 a Kaifeng.

Dinastia Sui        581 – 618 d.C.
Dinastia Tang     618 – 906 d.C.
 

 
Storia della Cina - Le dinastie Song e Yuan PDF Stampa E-mail

Le dinastie Song e Yuan 

Tra il 907 e il 960 si susseguirono in Cina numerose dinastie  e regni, fondati dai governatori militari Tang; nel nord si ricordano cinque dinastie (Liang Posteriori, Tang Posteriori, Jin Posteriori, Han Posteriori e Zhou Posteriori). Il sud, che costituiva la parte più ricca e avanzata del Paese, per via dell’afflusso dei coloni profughi del nord, della coltivazione della terra e dello sviluppo delle rotte commerciali contava ben dieci regni.
Zhao Kuangyin (Taizu), comandante dell’esercito dei Zhou Posteriori, unificò la Cina del nord e annesse quella del sud, anche grazie alla complicità dei grandi mercanti, ma dovette subire le pressioni di popoli barbarici, quali i Liao, i Jin e i tibetani Xi Xia. Per timore dell’ascesa di gruppi militari in grado di esautorarlo, ne limitò il potere, per quanto il suo esercito fosse il più moderno dell’epoca, permettendo così l’ascesa dei letterati-funzionari e dei piccoli proprietari terrieri.
Furono attuate una serie di riforme, come l’ammodernamento e snellimento della burocrazia e del sistema degli esami, per i quali fu aggiunto lo studio dell’economia. Lo Stato prendeva sempre più parte alla vita commerciale, curando le importazioni di riso dall’Indocina. Tuttavia, soprattutto in concomitanza con l’ascesa di una fazione più restauratrice, si verificarono numerose rivolte, come quella dei manichei Fang La nel Zhejiang del 1120. I Xixia e i Liao avevano interrotto le vie commerciali con l’Asia Centrale, senza contare che stava emergendo l’etnia Nuzhen (Jurchen, popolo delle steppe di origine tungusa), che sconfisse i mongoli Qidan e occuparono la capitale cinese, Kaifeng, imprigionando l’Imperatore Huizong. Il suo nono figlio, Gaozong, portò la corte nella “Capitale Provvisoria” Hangzhou, mentre dal 1129 al 1142 ebbe a durare la guerra coi Jin (Nuzhen) conclusasi con un trattato che rendeva tributario l’impero cinese.

Con la fondazione dell’Impero mongolo, i Song pensarono di allearsi con questo per sconfiggere i Nuzhen; le due forze annientarono il nemico nel 1221, ma i mongoli conquistarono l’Impero Song nel 1273.
Temujin, capo di una piccola tribù mongola, aveva cominciato a unificare le altre tribù, estraendole dal dominio dei turchi sul finire del dodicesimo secolo. Con il  nome di Gengis Khan (Il Khan Oceano), datogli nel 1206, cominciò ad attaccare e ad invadere numerosi regni, spingendo l’impero, sotto i suoi figli, dalla Cina fino alla Polonia; alla sua morte Ogodai continuò la campagna e invase la Cina del nord. Mongka, successore di Ogodai,  riuscì quasi a conquistare i Song, operazione che fu completata solo da Qubilay nel 1273. La nuova dinastia venne chiamata Yuan e la capitale fu portata a Pechino: Qubilay si sentiva erede della dinastia cinese, ma per via della sua profonda diffidenza verso la popolazione locale che gli aveva opposto tanta resistenza, impedì ai cinesi l’uso delle armi e della lingua mongola. Dopo la sua morte cominciò una lenta decadenza, per via della lotta tra i mogoli sinizzati e i mongoli puristi, soprattutto durante il regno dell’ultimo imperatore Toghan Temur (1333 – 1367). I mongoli patrocinavano l’agricoltura, ma non conoscevano perfettamente il suo funzionamento e l’importanza che le veniva attribuita nella concezione economica tradizionale della Cina; gravavano i contadini di corvées per il mantenimento della ricca capitale (chiamata in mongolo Khan Baliq), i mercanti cinesi venivano svantaggiati a favore dei mercanti stranieri. Ci furono molte rivolte, tra cui quella del Loto Bianco (Bailian) società segreta di cui faceva parte il futuro imperatore Ming: Zhu Yuanzhang, ex monaco, ex contadino ed ex-ribelle, giunse al potere nel 1367, col nome di Hongwu, spostando la capitale da Pechino a Nanchino.

Dinastia Song                  906 – 1279 d.C.
Dinastia Yuan (Mongola)    1260 – 1368