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Il drago tra storia, mito, religione popolare e leggenda
Nonostante le poche certezze che si hanno in merito, fino a pochi anni fa si credeva che la prima rappresentazione di drago risalisse alla cultura Longshan: durante scavi archeologici del 1978 che portarono alla luce alcune tombe nello Shanxi fu rinvenuto un piatto di terracotta risalente al XXV-XX secolo a. C. con una figura rossa e bianca che raffigurava, appunto, una figura con il corpo simile a quello di un serpente, la testa squadrata, lunghi denti affilati e squame.
La sua origine iconografica pare essere a metà tra un serpente e un coccodrillo, e si ritenne quindi che il drago non fosse altro che la fusione di questi due animali. Secondo dati archeologici più recenti, però, nel 1971 alcuni contadini della Mongolia interna portarono alla luce per caso, mentre erano intenti a piantare alberi, una figurina in giada verde di circa 50 centimetri riconducibile al quinto millennio a. C., che si crede essere la prima figura di drago rinvenuta finora in Cina, appartenente alla cultura di Hongshan. La testa della giada era simile a quella di un maiale, mentre la coda a forma di lettera “c” ricordava piuttosto quella di un rettile: si ipotizzò quindi che l’origine della figura mitologica del drago andasse cercata nei riti che le prime società agricole primitive celebravano, in cui si offrivano in sacrificio maiali agli dèi. Si pensa addirittura che le popolazioni neolitiche potessero esseri ispirate nella creazione della figura dei primi draghi a fossili di dinosauri o rettili preistorici: nel 2004 infatti, nella provincia del Liaoning, fu rinvenuto un fossile di dinosauro in eccezionale stato di conservazione, a metà tra il rettile e l’uccello. Ancora oggi la lingua cinese chiama questo dinosauro Mei long 寐 龙 , termine che significa letteralmente drago che dorme.
Vi sono numerose citazioni nei classici letterari cinesi antichi che si riferiscono alla figura del drago: alcune di esse ne descrivono la forma e i poteri, dicendo che il drago può volare nel cielo o inabissarsi nelle acque dei fiumi durante l’equinozio d’autunno o di primavera, altre lo indicano come animale mitologico cavalcato da imperatori leggendari o immortali celesti; i più celebri draghi della letteratura sono forse i quattro descritti nel romanzo “Viaggio ad Occidente” (1590 circa)o “Il romanzo dei Tre Regni” (XIV secolo), in cui si menzionano quattro draghi facenti capo ai Quattro Mari, ovvero il Mare dell’Est (che corrisponde al Mar Cinese Orientale), il Mare del Sud (che corrisponde al Mar Cinese Meridionale), il Mare dell’Ovest (probabilmente l’Oceano Indiano), e il Mare del Nord (a volte indicato con il lago Baikal da alcuni studiosi). I Re-Drago venivano ritenuti i regolatori delle acque e del clima, a causa della loro capacità di creare tornado e mulinelli, nuvole e temporali: nella società rurale antica e fino a tempi pre-moderni ogni villaggio aveva un tempio ad essi dedicato, e a loro si offrivano sacrifici in tempo di carestia, inondazioni o siccità.
Wang Fu, famoso poeta della dinastia Han (206 a. C – 220n d. C.), ci fornisce forse la prima e più dettagliata descrizione di questa figura, descrivendo il drago come un essere che “ha corna di cervo, testa di cammello, occhi di un fantasma, la pancia di un mollusco, zampe di tigre e orecchie di bovino, completamente incapaci di udire suoni”.
E’ legata al leggendario Imperatore Giallo (Huangdi), considerato dal punto di vista mitologico come il padre di tutti i cinesi, la prima associazione della figura del drago al potere imperiale: si narra che Huangdi ascese al cielo cavalcando proprio un drago: molti cinesi ancora oggi considerano o l’imperatore Huangdi come loro antenato, e usano quindi per definirsi l’appellativo di “Discendenti del drago”.
La figura del drago oggi è estremamente popolare in Cina, ed è considerata come un simbolo di fortuna e buon auspicio. Lo stesso culto dei Re-Drago è ancora radicato nelle comunità agricole cinesi; decorazioni con motivi a drago sono praticamente ovunque, e si vedono in particolar modo durante le celebrazioni per il nuovo anno, in cui si usano anche aquiloni e lanterne che lo rappresentano.
Bibliografia e siti di riferimento
Micheal Sulivan, The Arts of China, University of California Press, 1967.
http://en.wikipedia.org/wiki/Chinese_dragon
Cheng Manchao, The Origin of Chinese Deities, Foriegnn Languages Press, Beijing, 1995
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